GERMANIA, LA PASTA IN POLE POSITION.  BATTE LA SCHNITZEL TRA I PIATTI PREFERITI  E A BERLINO PARLA ITALIANO 1 PIATTO DI SPAGHETTI SU 2

GERMANIA, LA PASTA IN POLE POSITION. BATTE LA SCHNITZEL TRA I PIATTI PREFERITI E A BERLINO PARLA ITALIANO 1 PIATTO DI SPAGHETTI SU 2

Sebastian Vettel dichiara a margine della presentazione della nuova Ferrari che la pasta è il suo piatto preferito. Ma è solo l’ultimo esempio della passione dei tedeschi per la pasta made in Italy (tra i pasta lover dichiarati anche la cancelliera Angela Merkel a Claudia Schiffer): dati AIDEPI, la Germania assorbe infatti quasi un quinto dei consumi di pasta italiana nei 5 continenti (18,3%), confermandosi il principale mercato per l’export di settore. Tanto che a Berlino parla italiano ben il 51% degli 8,5 kg pro capite di penne, spaghetti & co consumati annualmente. Ecco perché i tedeschi preferiscono la pasta (12,1%) addirittura a un piatto tipico come la Schintzel (3,1%).

Venerdì 19 febbraio 2016 — È la pasta a tagliare il traguardo prima di qualsiasi altro piatto per il campione della Formula 1 Sebastian Vettel - il tedesco di casa Ferrari. Lo scrive sul suo profilo Twitter a ridosso della presentazione della nuova monoposto per il Mondiale di Formula 1 2016. Il piatto italiano per eccellenza è in testa alla sua classifica personale davanti a bistecca, caprese – altro piatto italiano – la tipica Schintzel e il gelato alla vaniglia. Come lui, altri vip tedeschi mettono la pasta sul podio: da Angela Merkel, che per questa sua passione dichiarata si è guadagnata il nomignolo di “cancelliera della pasta”, alla top model Claudia Schiffer che la inserisce nella sua top 3 (con vino rosso e coperte di cachemire…).

TIPOLOGIE REGIONALI E PASTA A RAPIDA COTTURA: COME LA PASTA MADE IN ITALY STA COSTRUENDO LA SUA LEADERSHIP

Secondo Aidepi (Associazione delle Industrie del dolce e della pasta), la Germania si conferma il primo mercato di riferimento per l’export di pasta italiana. Assorbe quasi un quinto dei consumi di pasta italiana nei 5 continenti (18,3%), con un valore di 342,6 milioni di euro. Con oltre 360.000 tonnellate importate, è italiano un piatto di pasta su 2 (51%) tra quelli consumati dai tedeschi (702.000). Per mantenere la leadership in un mercato maturo, dove la pasta italiana deve competere con quella a marchio privato dei discount, i produttori italiani stanno puntando su tipologie regionali e nicchie come quella integrale, senza glutine o biologica. Altra tendenza cavalcata è quella di adattare la pasta all’abitudine tedesca (e di buona parte del Nordeuropa) di servirla con carne, verdure nello stesso piatto. Se la pasta è contorno più che primo piatto, ecco la pasta a rapida cottura, pronta dopo soli 4 minuti nell’acqua bollente. Non è una pasta precotta, ma è ottenuta con particolari tecniche di lavorazione: è più ricca d’acqua rispetto alla pasta comune e quindi, a parità di peso, fornisce anche meno calorie.

Non stupisce, allora, che la pasta sia la fonte di carboidrati più diffusa in Germania dopo pane e patate e, come conferma una ricerca di Euromonitor, per la sua immagine di prodotto sano e naturale, “batte” anche altri cibi considerati etnici come riso, noodles e cous cous. Originali e varie le varianti tedesche del piatto tricolore, ottimo anche per l’alimentazione di uno sportivo come il fuoriclasse della Ferrari, per ritrovare la marcia in più prima di ogni gara.

TEDESCHI PASTA LOVERS: ALLE SCHINTZEL, PREFERISCONO LA PASTA (12,1%)

Con 8,5 kg la Germania è all’8° posto nel mondo per consumo pro capite di pasta. Secondo uno studio Oxfam del 2011, la pasta batte, con il 12,1% delle preferenze, pizza (6,2%), verdure (3,8%) e Schnitzel (3,7%) tra i piatti preferiti nel paese. Con gli spaghetti, indicati al quinto posto di questa classifica (3,1%), a rafforzare ulteriormente questo primato. Non è un caso quindi che la prima donna tedesca Angela Merkel non perda mai occasione per gustare il piatto tricolore nelle sue trasferte, di piacere o istituzionali, nel Belpaese. Habitué di Ischia, dove passa da diversi anni le vacanze di Pasqua tra arte e relax, è stata avvistata più di una volta nei ristoranti dell’isola e del Golfo di Napoli a degustare il nostro piatto nazionale, tanto da meritarsi, nel 2009, il nomignolo di “cancelliera della pasta” affibbiatole dalla Bild. Sono tanti i piatti che ama provare: i Paccheri con baccalà, olive e capperi in un ristorante di Castellammare di Stabia; Cacio e pepe e Amatriciana nella capitale, ospite della Comunità romana di Sant’Egidio; Paccheri con zucchine in fiore e gamberi rossi di Sicilia all'olio extra vergine di oliva gustati a Expo assieme a Matteo Renzi.

DAGLI SPATZLE AGLI SPAGHETTI-GELATO, ECCO COME SI MANGIA LA PASTA IN GERMANIA

Paese che vai, pasta che trovi: il segreto del successo della pasta è la sua adattabilità alle culture gastronomiche degli altri paesi. Abitudine tipicamente tedesca, ad esempio, è quella di servirla insieme a carne e verdure, considerandola contorno e non primo piatto. Nella Germania meridionale, poi, il piatto di pasta della tradizione più diffuso sono gli spatzle -  pasta secca di grano duro all’uovo – mentre la ricetta di pasta secca preferita sono gli spaghetti al ragù di carne, tanto che ne esiste una versione precotta e in scatola (è quella secca, non a caso, la tipologia di pasta più consumata, coprendo quasi i ¾ del mercato). Forse perché in Germania gli spaghetti “alla bolognese” sono spesso protagonisti delle feste di compleanno dei bambini. Perché si mangiano e ci si diverte, con il famoso il gioco dello “Stop!”, versione tedesca del nostro “un, due, tre, stella!”: i bambini iniziano a mangiare velocemente gli spaghetti e al grido “Stop!” tutti devono fermarsi all’istante.

Restando in tema di “adattabilità”, le ricette “non tradizionali” di pasta non mancano nella ristorazione tedesca. In Germania ci sono 20mila ristoranti italiani (o pseudo-italiani), dove la pasta è presente spesso in versione rivista: come il Pasta Kebab di un locale di Berlino, un piatto di spaghetti con pomodoro a pezzi e kebab affettato sopra; o la celebre pasta alla marmellata, in cui la pasta è una base su cui aggiungere marmellate di vari sapori, nella scia del contrasto dolce-salato tipico di tante pietanze tedesche. Da non dimenticare gli Spaghettieis, gli spaghetti-gelato che non sono pasta ma… lo sembrano. Inventati a Mannheim negli anni Sessanta da un pasticciere italiano, sono una base di gelato alla vaniglia (gli spaghetti), ricoperto di una salsa alle fragole (il pomodoro) e l’aggiunta di fiocchi di cocco, mandorle o cioccolato bianco (il parmigiano).

Ma nel paese dei Länder non mancano le versioni di pasta tipiche all’italiana: l’Accademia Italiana della Cucina segnala in Germania 28 locali ambasciatori del cibo italiano, dove la pasta è protagonista e viene proposta nelle sue declinazioni ortodosse, regionali e rigorosamente al dente. A Colonia troviamo i Taglierini al ragù di “Marcellino pane e vino” o gli spaghetti alla chitarra con gamberi e zucchine di Ego. A Berlino si può scegliere tra gli Spaghetti aglio e olio di Marianna e le Pappardelle al ragù di cinghiale di Piccolo Mondo, mentre a Dusseldorf da non perdere i tagliolini al limone o al tartufo nero di Saittavini e a Monaco i cavatelli con ceci e vongole veraci di Lov Alta Marea.

LA PASTA, OTTIMO ALLEATO PER LA DIETA DEGLI SPORTIVI

E se nemmeno un numero 1 dello sport come Sebastian Vettel riesce a rinunciare alla pasta, è perché si tratta di un alimento cardine anche per la dieta di chi pratica attività fisica: «il consumo di pasta è indicato per chi fa attività fisica e in particolare pratica sport», si legge nel Documento di Consenso Scientifico “Healthy Pasta Meals” presentato durante la Giornata Mondiale della Pasta 2015 a Expo e firmato da 20 scienziati provenienti da 9 Paesi. Nel Consensus si legge: «La pasta, come altri cereali, fornisce carboidrati ed è anche una fonte di proteine. Per avere una migliore prestazione fisica, la pasta può essere consumata scondita o con poco condimento prima di un allenamento oppure insieme ad altri cibi dopo aver praticato attività sportiva. Diete ad alto contenuto proteico e con pochi carboidrati sono sconsigliate per le persone attive».

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